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Welfare Index PMI 2019: Focus su misure di cultura e tempo libero

La quarta edizione del Welfare Index PMI, come ci si aspettava, ha offerto una panoramica sempre più puntuale sullo scenario del welfare in Italia. Le imprese del nostro Paese son sempre più informate sulle politiche di welfare e sono sempre più attive. Il rapporto Welfare Index PMI evidenzia, infatti, come le PMI molto attive nel welfare siano passate dal 7,2% al 19,6% in soli 3 anni.

I dipendenti oggi possono scegliere tra panieri di benefit sempre più ampi, che spaziano dalla salute e assistenza, ai corsi di formazione, alle pensioni integrative e alla cultura e tempo libero. Proprio su quest’ultima area vogliamo soffermarci perché ha dato interessanti segni di crescita nonostante non sia l’area di welfare più gettonata al momento, ma il cui trend è più che positivo.

Welfare Index PMI, tempo libero e cultura

I numeri, per quanto riguarda quest’area del welfare, non sono ancora esaltanti, tuttavia, rispetto al rapporto Welfare Index PMI 2018, sono stati registrati alcuni cambiamenti in positivo.

Ci basta dare uno sguardo ai rapporti degli anni scorsi per capire come questa area sia cresciuta, connotando quindi una necessità sempre più sentita dai lavoratori. Il rapporto 2016 Welfare Index PMI presentava meno aree di welfare rispetto alle edizioni più recenti.

I benefit legati alla cultura e al tempo libero erano inseriti all’interno della macroarea delle Iniziative per la conciliazione di vita e lavoro dove la sezione cultura e tempo libero, nonché iniziative sportive, registrava un poco soddisfacente 1,8%.

I motivi di tale bassa percentuale possono essere diversi, probabilmente ha inciso anche la crisi economica che ha catalizzato le necessità dei dipendenti verso aree di welfare percepite come prioritarie come la salute e il sostegno agli studi e dei dipendenti e dei loro figli.

Nel 2017, come appunto evidenzia il rapporto Welfare Index PMI 2017, compare l’area specifica dedicata alla cultura, ricreazione e tempo libero. In questo ambito troviamo diverse voci tra cui la convenzione con palestre e centri sportivi, al 2,4%, abbonamenti a prodotti culturali quali cinema, teatro, pay-tv allo 0,8%, così come per i viaggi, soggiorni e altre esperienze ricreative, allo 0,8%.

Fanalini di coda sono la formazione extra professionale come musica, teatro, fotografia, con lo 0,6% e i centri estivi e invernali per i familiari, allo 0,2%. In totale quest’area segna un tasso d’iniziativa del 5,8%.

Nel 2018 le percentuali non si discostano poi molto da quelle del 2017. L’area è presidiata con almeno un’iniziativa dal 5,8% delle PMI e, nonostante l’ampio ventaglio di iniziative, le cifre non decollano. Nessuna delle iniziative proposte supera il 3%, evidenziando così un sostanziale stallo in confronto al 2017.

Anche qui, come nell’anno precedente, si tratta per lo più di iniziative attivate in modo unilaterale dalle imprese. Le iniziative inerenti la convenzione con palestre, centri sportivi e centri benessere arrivano a raggiungere il 2,6% mentre abbonamenti a prodotti culturali e viaggi raggiungono un più che positivo 1,2%. Salgono di qualche punto anche la formazione extraprofessionale, che arriva a quota 1,1% e centri estivi e invernali per familiari che raggiungono lo 0,6%.

Ma se il rapporto Welfare Index PMI 2018 era incoraggiante per l’area ricreativa, quello del 2019 è decisamente più positivo.

L’area della cultura e del tempo libero raggiunge il 6,8% delle iniziative attuate dalle PMI. Rientrano in questo ambito diverse e variegate offerte. Il convenzionamento con le palestre e centri sportivi e benessere raggiunge lo 3,7%, abbonamenti a prodotti o servizi ricreative e viaggi si attestano rispettivamente all’1,8% e all’1,7%. Bene anche la formazione extra professionale, alll’1,4% e centri estivi e invernali per i familiari all’1,2%.

welfare indexCosa significano queste cifre

I dati raccolti sono lo specchio dei tempi attuali e ci aiutano a capire, tra le altre cose, non solo come è cambiato l’approccio con le politiche di welfare delle PMI, ma anche quelle che sono le necessità dei dipendenti.

La prima osservazione che si può fare è sicuramente inerente al fatto che le aziende che attuano politiche di welfare sono molte di più rispetto a quelle che parteciparono alla prima edizione PMI Welfare Index. Oggi le PMI che attuano politiche di welfare sono quasi 130.000 e si adoperano per migliorare il benessere dei loro lavoratori.

“Il welfare aziendale fa crescere l’impresa e fa bene al Paese”. Con questo motto le piccole e medie imprese italiane cercano di offrire ai propri dipendenti dei benefit sempre più in linea con le loro esigenze anche se ancora il 54% delle PMI ha poca consapevolezza di quelli che sono i vantaggi delle politiche di welfare.

Eppure i benefici dell’effetto leva sono sempre più chiari: le aziende che coinvolgono i loro dipendenti in un progetto di welfare ottengono ottimi risultati in termini di produzione.

Perché i viaggi sono sempre più presenti nei panieri di benefit

Fermo restando che i dipendenti cercano in maggioranza benefit che riguardino la vita pratica di tutti i giorni, quindi sanità, assistenza, pensioni integrative, il segmento dei viaggi, come abbiamo appena visto, è in costante crescita.

Soprattutto in questo periodo di festività molti lavoratori decidono di viaggiare grazie al welfare aziendale.

Il viaggio è sempre più visto come un’opportunità per migliorare il clima aziendale, quindi viene considerato un benefit win to win, e per l’azienda e per il dipendente.

Un viaggio, anche breve, è l’occasione per staccare dalla routine quotidiana, ma non solo. Per i dipendenti si tratta anche di ritagliarsi un momento da vivere con le persone che si amano, per rigenerarsi e ritemprarsi per poi tornare al lavoro carichi e con nuova energia.

E qui sta il vantaggio per le aziende che si ritrovano con lavoratori soddisfatti, inclusi e determinati.

La tendenza per l’area del tempo libero e cultura, quindi si mostra in crescita, con percentuali positive che lasciano ben sperare un aumento anche del settore viaggi e soggiorni. Dobbiamo solo aspettare il rapporto del Welfare Index PMI del prossimo anno per vedere se quella iniziata nel 2017, e confermata dal rapporto Welfare Index PMI 2018 e 2019, sia davvero una tendenza in continua crescita. Per ora i dati sono decisamente incoraggianti.