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Welfare aziendale per le donne, a che punto siamo

Nell’ambito del welfare aziendale sono stati fatti grandi passi in avanti. Sempre più aziende adottano diverse misure per premiare i dipendenti e per rendere la loro vita, fuori e dentro l’azienda, più sostenibile. Nonostante il trend in crescita, però, c’è ancora molto da fare, soprattutto se si parla di welfare per le donne.

Programmi welfare per le donne

Al di là delle discriminazioni vere e proprie, il maggiore scoglio che trovano le dipendenti donne si chiama maternità. La donna che desidera avere figli viene, molto spesso, messa all’angolo.

L’idea di poter conciliare un lavoro full time con la maternità è praticamente una chimera, al punto che o si sceglie di avere figli o si sceglie di fare carriera.

Un contributo alla soluzione di questo annoso problema viene dalle misure di welfare aziendale adottate da molte aziende italiane. Asili nido gratuiti, sanità integrata, sgravio sulle tasse scolastiche, corsi formativi, attività estive, vacanze in famiglia, sono tutte misure che consentono anche alle donne di lavorare in un contesto aziendale di maggiore benessere e di essere al contempo anche più competitive.

Le misure di welfare aziendale dedicate al tempo libero sono particolarmente importanti per le lavoratrici femminili: dalla palestra per tenersi in forma ai viaggi. Questi in particolare sono un’occasione non solo per staccare dal lavoro, ma anche per ritagliarsi uno spazio con tutta la famiglia.

In viaggio ci si rilassa, si dimenticano le problematiche della quotidianità e si possono conciliare perfettamente anche con la maternità. Ci sono numerose strutture, anche all’interno dei nostri Salabam, family friendly, quindi adatte ad accogliere tutta la famiglia, inclusi i bambini anche piccoli, dove si trovano spazi dedicati ai bambini e menù flessibili.

Il viaggio è anche l’occasione per spezzare con la quotidianità, quindi un’occasione per la lavoratrice, che sia moglie o madre, di ritagliarsi uno spazio tutto suo, magari da condividere con colleghe e amiche.

I vantaggi per le aziende quali sono?

Dal punto di vista aziendale, queste misure di welfare si traducono in una maggiore produttività. Sono tanti ormai gli studi e soprattutto i casi studio che lo dimostrano: implementare misure di welfare che consentano alle donne di impegnarsi nella propria carriera alleggerite di alcune incombenze legate alla vita famigliare, permette alla forza lavoro femminile di sviluppare tutto il proprio potenziale con importanti ricadute sul successo aziendale.

Ma i programmi di welfare attualmente sviluppati dalle aziende italiane sono davvero così efficaci? Se si sposta il discorso alla realtà delle piccole e medie imprese si trovano molte realtà per le quali la risposta è sì. In molti casi sono proprio le PMI ad avere maggiore riguardo per le esigenze delle lavoratrici.

C’è un libro molto interessante, che analizza nel dettaglio questo argomento: “Un welfare aziendale per le donne” di Filippo di Nardo dove, oltre a una serie di dati, si trovano anche diversi case history che hanno come protagoniste quelle aziende che nel corso degli ultimi anni hanno messo a punto piani di welfare aziendale tagliati a misura delle donne lavoratrici.

Fondazione Poliambulanza, un caso di welfare di successo

Un esempio tra quelli raccontati da Filippo Nardo è quello di Fondazione Poliambulanza, che registra una massiccia presenza di dipendenti donne che ricoprono vari profili professionali. L’organico, che consta di circa 1798 dipendenti ha una presenza femminile del 73,69%.

Tale condizione, naturalmente, è stata presa in considerazione nella definizione delle politiche aziendali di gestione della strategia da attuare per il raggiungimento e consolidamento degli obiettivi aziendali. Nel 2007 è quindi stato attuato un progetto di welfare aziendale che teneva assolutamente conto di questa situazione.

Attualmente le iniziative di conciliazione attuate da Fondazione Poliambulanza si possono raggruppare in 3 aree principali:

  • Orario di lavoro, che prevede il part-time per 219 dipendenti, con una percentuale superiore a quella prevista dal CCN. Inoltre è previsto un meccanismo di accantonamento per i lavoratori turnisti che possono così accumulare nella banca ore non solo lo straordinario, ma anche le ore lavorate, oltre il monte ore mensile, in funzione della dinamica turnistica applicata. Infine, sono possibili trasferimenti di reparto per chi ha necessità particolari legate a familiari gravemente ammalati, oltre alla concessione di aspettative sempre per lo stesso motivo.
  • Formazione, che prevede corsi gratuiti destinati alle donne lavoratrici al rientro dalla maternità;
  • Servizi a favore dei dipendenti e dei loro familiari, dalle borse di studio a favore dei figli dei dipendenti all’erogazione di servizi di varia natura. Tra le iniziative di maggiore successo c’è la stipulazione di convenzioni con circa 70 esercizi commerciali.

Conclusioni

Definire quali sono le esigenze dei proprio dipendenti, con particolare attenzione alla condizione della donna-madre, aiuta le aziende a trovare soluzioni finalizzate alla soddisfazione dei propri dipendenti, conciliando quindi la vita privata e il lavoro e influendo su di essa, di conseguenza, in termini di produttività.