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Piani Welfare, focus su Enel, Unicredit e Poste Italiane

Welfare significa benessere. Sempre più aziende si stanno rendendo conto che il benessere del dipendente è direttamente proporzionale al successo dell’azienda. I piani welfare, sostenuti peraltro da concreti vantaggi fiscali per azienda e dipendente, nascono proprio per questo motivo. Abbiamo tante volte raccontato con i nostri post aspetti normativi e fiscali del welfare aziendale, ma in cosa consistono praticamente questi piani welfare? Siamo andati a vedere come funzionano i piani welfare di tre grandi aziende italiane nella convinzione che questi casi pratici possano spiegare nel modo più efficace possibile le potenzialità del welfare aziendale in Italia anche per le piccole e medie aziende.

Piani welfare: i bonus di Enel

Il progetto welfare del Gruppo Enel, MyWelfare, nasce due anni fa, nel 2017. Grazie a questo progetto, tutti i dipendenti che non superano gli 80 mila euro lordi l’anno, possono convertire le quote relative ai premi di produttività e redditività in servizi e beni welfare.

A beneficiare di questa possibilità sono circa 30 mila dipendenti, ma vediamo come funziona, nel dettaglio, MyWelfare, ci sono due possibilità.

  • Ogni lavoratore può convertire una parte dei premi di produttività e redditività in servizi e beni, nel 2017 si poteva convertire il 50%, oggi il 60%. In questo modo aumenta la capacità d’acquisto del dipendente perché tali beni non sono tassabili.
  • Se si sceglie di convertire il premio di produttività e di reddittività nel fondo pensione Enel, si può convertire l’intera cifra, quindi il 100%

Facciamo un esempio. Mettiamo che il dipendente abbia un premio di risultato di 1000 euro. Può quindi decidere che gli venga erogato in busta paga, in tal caso verrà tassato, quindi avrà 800 euro netti e 200 euro verranno tassati, oppure può convertire il premio, in tal caso non verrà applicata alcuna tassazione.

L’azienda aggiunge inoltre un ulteriore incentivo all’utilizzo del welfare aziendale: un contributo aggiuntivo del 15% (12% nel 2017). Alla fine, il dipendente dell’esempio di prima, si ritroverà con un premio disponibile di effettivi 1150 euro.

Come si può fruire del premio

I dipendenti Enel possono fruire del loro premio direttamente sulla piattaforma MyWelfare, il portale ha lo stesso nome del progetto, facile da navigare e accessibile anche a ipovedenti e non vedenti.

Una volta entrati nel proprio profilo si può visualizzare il credito spettante che può essere gestito o mediante rimborso o mediante voucher.

Nel primo caso, quindi mediante rimborso possono essere rimborsate spese che riguardano l’istruzione dei figli, interessi su mutuo prima casa, l’assistenza ai familiari anziani o non auto-sufficienti.

Con i voucher, invece, la scelta può essere effettuata direttamente sul portale.

Si può scegliere tra diversi servizi per attività sportive e ricreative. I viaggi, in particolare, sono una soluzione molto apprezzata perché danno la possibilità di fruire del premio a tutta la famiglia per le ferie estive o un semplice break durante l’anno rappresentano un momento fondamentale per ricaricare le proprie energie dopo mesi di lavoro e stress.

Buoni acquisto carburante e shopping si possono acquistare con i voucher, ma in questo caso il limite massimo è di 80 euro.

Piani welfare di Unicredit

I premi erogati da Unicredit ai propri dipendenti si trovano su Conto Welfare, servizio lanciato nel 2012 e oggi notevolmente ampliato. I servizi offerti sono numerosi e includono diverse aree quali salute e benessere, scuola e formazione, attività sportive, ludiche, culturali e ricreative, trasporti e previdenza integrata. A beneficiare di tali premi sono sia il dipendente che i sui familiari.

Le modalità di utilizzo sono 3: rimborso diretto, versamento diretto dal Conto Welfare e i voucher, quindi, in buona sostanza, ci troviamo davanti alle stesse possibilità offerte da Enel ai propri dipendenti.

Il Conto Welfare

Il Conto Welfare di Unicredit, come tutti i piani welfare, è regolato dall’art. 51 del TUIR. L’attuale normativa prevede che vi sia un reddito imponibile minore o uguale a 80 mila euro annui: in base all’accordo sindacale raggiunto il 4 febbraio del 2017, il dipendente può scegliere di ripartire il premio in welfare o denaro sino a un importo di 4 mila euro e, nel caso di scelta in denaro, può fruire di una tassazione agevolata al 10% direttamente in busta paga.

I voucher

I voucher sono nominali e possono essere utilizzati dal beneficiario indicato all’atto di emissione degli stessi. Sono emessi per l’intero valore del servizio richiesto, naturalmente se si ha disponibilità sul conto welfare. I voucher possono essere utilizzati, anche in questo caso, per la propria formazione personale, per i propri familiari, secondo l’art. 12 del TUIR, per attività ricreative quali viaggi, sport, benessere. Il loro valore non concorre a formare reddito in altre parole è totalmente detassato.

Anche in questo caso, come in quello di Enel, l’azienda incentiva la conversione dei premi di risultato in welfare aziendale con un ulteriore bonus di € 500 per quei dipendenti che convertono tutto il premio di risultato in welfare aziendale (Erogazione Speciale Welfare 2018)

piani welfarePiano Welfare di Poste Italiane

Anche per quanto riguarda Poste Italiane, grazie al programma Vivi Welfare, i dipendenti possono scegliere, in base agli accordi di sindacato del 31 luglio e 2 agosto del 2018, di sostituire il conguaglio del Premio di Risultato spettante per l’intero valore, o per una parte, in prestazioni, beni e servizi di rilevanza sociale che possono essere erogati tramite voucher, sotto forma di rimborso spesa o versamenti aggiuntivi.

Per i dipendenti che scelgono di convertire in parte o del tutto il conguaglio del Premio di Risultato in welfare, l’azienda riconosce un credito welfare aggiuntivo pari al 5% o al 10% del valore sostituito, a fronte di una fruizione effettiva dei beni e servizi welfare che siano almeno pari rispettivamente al 25% e al 50% del conguaglio del Premio spettante. Se tale credito aggiuntivo non viene fruito entro scadenza, eventuali residui non possono essere monetizzati.

Facciamo un esempio. Prendiamo sempre il nostro dipendente che ha maturato un conguaglio di 1000 euro.

  • Se opta per la liquidazione in denaro: in busta paga trova un importo netto di 815 euro;
  • Se opta per la sostituzione dell’intero importo (100%): valore netto di 1000 euro in welfare. A questo va aggiunto il credito welfare conseguibile, ricordiamo 10% dell’importo sostituito con una fruizione effettiva in beni e servizi welfare per almeno il 50% del conguaglio, quindi per un valore di 100 euro. Il valore netto totale sarà pertanto di 1.100 euro.

In sunto, i dipendenti di Poste Italiane possono utilizzare il loro credito welfare nel seguente modo:

Chiedendo il rimborso delle spese sostenute per:  

  • istruzione e educazione dei propri familiari;
  • assistenza familiari oltre 75 anni di età o non autosufficienti;
  • servizi di cura per i figli;
  • mobilità e trasporto pubblico;

Ottenendo voucher:

  • per fruire di servizi di educazione, istruzione, salute, benessere tempo libero e intrattenimento;
  • buoni spesa, gift card, buoni carburante nel limite di 258,23 euro annui.

Effettuando versamenti aggiuntivi

  • al fondo di previdenza complementare al quale si è già iscritti
  • per passare da pacchetto Base a Plus o estendere le coperture sanitarie.

Abbiamo visto le opzioni disponibili per i dipendenti di queste tre grandi realtà aziendali, ma sono centinaia le aziende grandi e medie che hanno elaborato piani welfare per i propri dipendenti negli ultimi anni. Le casistiche sono molto varie e interessanti e sicuramente torneremo sull’argomento approfondendo altri specifici casi e storie di successo.

Quello che emerge a colpo d’occhio è che la trasformazione del premio di produttività in welfare aziendale è apprezzato dal dipendente perché sommati i benefici fiscali (defiscalizzazione totale) e il bonus aggiuntivo dell’azienda erogato sia in Unicredit sia in Enel, sia in Poste Italiane il valore che viene ottenuto è considerevolmente superiore a quello ottenuto nel caso in cui invece il premio venga erogato in busta paga.