Approfondimenti e
tutorial sul welfare
aziendale, il marketing,
incentive e concorsi

Iscriviti ora. Se vorrai potrai cancellarti con un click

Ho letto ed accettato i termini e condizioni e la privacy policy

Welfare aziendale covid19

Le misure di welfare aziendale adottate per contrastare il Coronavirus

Il problema economico che le imprese dovranno fronteggiare non sarà di breve durata e l’impatto economico sarà piuttosto lungo ed intenso ripercuotendosi anche sui lavoratori. 

Tra le varie misure che le aziende stanno adottando per fronteggiare la situazione ci sono quelle che puntano a potenziare ed aggiungere elementi ai programmi di welfare aziendale quasi sempre già esistenti.

Il vantaggio dell’utilizzo di questo strumento, come si sa, è il fatto che le misure di welfare aziendale godono di un completa detassazione sia per il lavoratore sia per il datore.

Da varie parti in realtà è giunta la suggestione di una nuova normativa di emergenza che possa consentire un utilizzo più ampio di questo strumento al fine di ridurre il peso del cuneo fiscale sia sui lavoratori che sulle imprese. Al momento, però, su questo fronte non sembrano esserci grosse novità al di là di qualche idea.

Interventi concreti di Welfare aziendale

Sono comunque tante le aziende più innovative e attente che hanno messo in campo interventi di vario tipo, a volte basati sulla normativa del welfare aziendale a volte totalmente indipendenti e proattivi.

Un bell’esempio è il pastificio Giovanni Rana, che ha deciso di mettere in atto un piano straordinario in favore ai suoi dipendenti, ovvero riguardante aumenti del salario del valore complessivo di 2 milioni di euro.

In pratica ogni giorno lavorato, ogni dipendente avrà una maggiorazione dello stipendio del 25%. 

Ma la Società non si è focalizzata solo su questo punto, dato che ha pensato bene di offrire alle mamme lavoratrici un ticket mensile di 400€ per le spese di baby-sitting. 

Anche il Gruppo Nestlè ha eseguito un intervento simile. Vista la riduzione degli orari di lavoro nonché la riduzione della retribuzione, il gruppo ha deciso di assicurare comunque la piena retribuzione a tutti coloro che si ritrovano a ridurre il proprio operato. Inoltre, coloro che continueranno a prestare il proprio servizio in fabbrica verrà offerto un bonus mensile di 500,00€. 

Anche Abenergie, produttore e fornitore di energia elettrica rinnovabile e gas naturale, ha stretto alleanza con la società Aon, con la finalità di offrire a tutti i lavoratori e famiglie affetti dal virus, una polizza sanitaria. Ci sono poi alcune imprese come Luxottica, che hanno deciso di garantire ai lavoratori lo stesso stipendio mensile integrando l’ammontare fornito al lavoratore dalla Cassa Integrazione Guadagni. Se il salario dei lavoratori sarà quindi garantito al 100%, non sono solo queste le disposizioni in tema welfare aziendale applicate da Luxottica. 

Tra le altre, è stato anche previsto di ridurre gli stipendi dei manager che in generale godono di retribuzioni superiori alla media degli altri dipendenti. Francesco Milleri, amministratore delegato dell’impresa, è stato il primo ad essere interessato da questa misura di riduzione. 

L’azienda però ha anche stabilito che durante l’estate chiuderà solo una settimana a fronte delle tre previste come di consueto. La stessa impresa inoltre garantirà il cosiddetto “Contributo welfare”, ovvero un’ulteriore retribuzione pari a 500 euro netti mensili per tutti quei dipendenti che saranno chiamati a prestare servizio all’interno delle sedi del gruppo in Italia.

Un ulteriore tipo di misure di welfare aziendale sono quelle adottate dalla Siropack, azienda che si occupa di packaging, e Trenord. Tutte e due le imprese hanno sottoscritto per i loro dipendenti una polizza per la quale nel caso un dipendente venga contagiato quest’ultima gli garantirà un’indennità da ricovero pari a 100 euro al giorno, ed anche un sostentamento economico pari a 3.000 euro, da poter usare per tutto il periodo della convalescenza. A tutto ciò si aggiungono anche prestazioni di assistenza domiciliare post ricovero.

Nuova iniziativa “Open Call for Good Practices”

Con questa iniziativa (conclusa l’8 maggio 2020), imprese od organizzazioni sindacali, Amministrazioni Pubbliche, fondi e casse, Enti del terzo settore, società di mutuo soccorso che hanno avviato progetti specifici per limitare la diffusione di Covid19 tra i collaboratori come ad esempio coperture assicurative, sostegni economici, misure per il sostegno a genitori anziani possono rispondere ad un questionario che servirà a condividere le buone pratiche utilizzabili anche da altri soggetti.

Questa indagine si rivolge anche a quelle aziende che hanno fornito un contributo economico al Servizio Sanitario Nazionale ed anche ad altri soggetti attivi nel contrasto al contagio. 


Altre misure utili al di fuori del Welfare aziendale

Oltre alle misure che possono essere contrassegnate come strettamente legate alla tematica del  welfare aziendale inteso sia in senso lato sia in senso tecnico come ne abbiamo parlato sopra, ci sono tante misure la cui adozione è stata richiesta alle aziende per cercare di garantire al massimo la sicurezza dei lavoratori. 

Tra queste ci sono quella relativa allo smart working, cioè allo svolgimento online e a distanza di attività lavorative. Più tecnicamente definito Lavoro agile, e regolato da una normativa del 2017, questa fattispecie è stata esplicitamente citata nel Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020

Altre misure fondamentali stabilite dal Governo riguardano l’uso dei cosiddetti Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) come ad esempio mascherine, visiere e occhiali protettivi, tute e  guanti. L’utilizzo di questi dispositivi è regolato dai recenti DPCM e in particolare dal PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19 delegando comunque alle stesse aziende la costituzione di un comitato congiunto con le rappresentanze sindacali aziendali per la realizzazione di un piano di sicurezza specifico e adeguato alle situazioni contingenti e proprie di ciascun luogo di lavoro, attività o stabilimento produttivo.

Tra le misure governative è di fondamentale importante anche il  il Decreto Cura Italia, che ha dato la possibilità ai lavoratori autonomi che hanno momentaneamente cessato la propria attività lavorativa, di poter richiedere una somma di 600 euro (per il mese di marzo) per fronteggiare la situazione di crisi.