Pubblicato il rapporto Welfare Index PMI 2019

Martedì 26 marzo si è tenuta a Roma la 4° edizione del Welfare Index PMI. Il rapporto è stato presentato, come del resto è accaduto nelle precedenti edizioni, a una sempre più vasta platea di interessati. L’evento, è stato promosso da Generali Italia, e con la partecipazione di Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria e Confprofessioni. Anche in questo appuntamento, esattamente come durante il Welfare Index PMI 2018, è stato analizzato il livello di welfare delle piccole e medie aziende italiane e i risultati non erano poi così scontati, al contrario, ci sono state delle piacevoli sorprese.

Welfare Index PMI 2019 un salto notevole rispetto allo scorso anno

L’evento, svoltosi al Salone delle Fontane dell’Eur, quest’anno ha avuto un seguito ancora maggiore rispetto a quello dello scorso anno. Una vasta platea, composta da rappresentanti delle istituzioni, docenti e imprenditori, ha assistito alla presentazione.

Ma veniamo ai dati. Il report PMI Welfare Index, viene stilato dopo aver analizzato il livello di welfare di diverse aziende, quest’anno ben 4.561 tra piccole e medie. Si tratta di una cifra importante, oltre 500 in più rispetto a quelle prese in esame nel rapporto Welfare Index PMI 2018. IN 4 anni sono state superate le 15 mila interviste.

Le aree monitorate sono state 12, dalla sanità integrativa alla cultura e divertimento, quindi viaggi e soggiorni. Sono state esaminate le varie iniziative di welfare intraprese da diverse aziende di diversi settori produttivi e di diverse dimensioni.

Infatti, se fino a qualche anno fa si pensava che l’applicazione delle politiche di welfare fosse di esclusivo appannaggio delle grandi aziende, o delle multinazionali, oggi si è capito che anche le piccole e medie aziende possono attuare iniziative di welfare e trarne enormi vantaggi.

Ma andiamo a vedere cosa è emerso dal rapporto. Ci sono numerose informazioni da evidenziare. Prima tra tutte, il fatto che dal 2016 al 2019 le aziende attive nel welfare aziendale sono passate dal 7,2% al 19,6%. Sono circa 130.000 le piccole e medie imprese che in Italia  attuano politiche di welfare.

Rapporto Index PMI, un buon livello di maturità

A tre anni dal primo rapporto, ovvero il rapporto 2016 Welfare Index PMI, si può senz’altro affermare che l’espressione del welfare aziendale è decisamente maturata.

Nel 2016, infatti, è stata introdotta una normativa atta a potenziare gli incentivi fiscali al welfare aziendale, ma non solo, li estendeva anche a una vasta gamma di iniziative e di servizi che sarebbero stati erogati ai lavoratori tramite l’impegno delle aziende.

Grafico del Rapporto Welfare Index 2019

Nel nostro Paese si trattava di un qualcosa di ancora poco conosciuto, mentre in altre parti del mondo le politiche di welfare erano già una consuetudine. Si era già iniziato a erogare benefit, prima di allora, ma solamente le grandi aziende si potevano permettere questo tipo di incentivi ai lavoratori.

Ora il welfare, appunto dal 2016, ha assunto un significato ben più ampio che consente di gestire il ruolo sociale dell’impresa e nei confronti di quella che è la comunità aziendale e all’esterno della stessa.

Grazie, dunque, a queste nuove normative, le aziende hanno risposto incrementando le politiche di welfare, come si evince anche dal rapporto Welfare Index PMI 2017, dove si può constatare già una più ampia adesione a tali politiche che vengono, quindi, implementate sia come numero che come tipologia di scelta.

Se nel 2016 le aziende attive erano il 25,5%, oggi sono più che raddoppiate, arrivando al 45,9%. Le imprese molto attive mostrano delle cifre ancora più interessanti: sono infatti passate dal 7,2% del 2016 al 19,6% nel 2019, registrando quindi un salto davvero importante proprio nell’ultimo anno dove la crescita è stata del +36% (dal 14,4% al 19,6%).

Attualmente, quasi il 20% delle imprese di tutti i settori sono arrivare a sviluppare interessanti politiche di welfare declinate nelle diverse aree.

Grafico del Rapporto Welfare Index 2019

Il 26%  delle imprese è invece mediamente attivo in 4-5 aree, ma anche queste sono date in aumento. Il 46,5% delle aziende si trova ancora nella fase iniziale e su un range più limitato di iniziative. Ma questo dato non deve essere letto in accezione negativa perché se nel 2016 le imprese che non erano attive nel welfare erano oltre il 18%, oggi sono scese a meno dell’8%.

Anche l’intensità del welfare aziendale è cresciuta. Il dato più positivo di tutti, però, è quello che mostra con chiara evidenza che in questi anni il welfare aziendale ha oltrepassato la barriera “dimensionale”, coinvolgendo quindi anche le piccole e medie imprese, come abbiamo spiegato prima.

Le aziende che sono state prese in esame, infatti, spaziavano dalle microimprese, quelle con meno di 10 dipendenti, alle piccole, quelle con 10-50 dipendenti, medie, con 51-250 dipendenti e medio-grandi, da 251 a 1.000 dipendenti.

Chiaramente, le aziende più grandi sono quelle più avvantaggiate, il 71% delle grandi aziende è attivo nel settore del welfare, tuttavia, anche tra le PMI si iniziano a registrare dati davvero positivi ed evidenziando una crescita, in tal senso, molto rapida.

La conoscenza del welfare è ancora poco diffusa

Vediamo ora un dato che sembra essere in controtendenza rispetto a tutti quelli positivi che abbiamo mostrato fino a ora. La conoscenza del welfare aziendale è ancora poco diffusa. Infatti, soltanto il 26,7% delle aziende sa con precisione cosa sia il welfare dal punto di vista della normativa. Appare quindi evidente la necessità di diffonderne la conoscenza utilizzando i canali più congrui.

In questo senso si impegna anche il Welfare Index PMI che ha come intento principale, in questo nuovo ciclo, quello di aiutare le PMI a sviluppare la propria iniziativa e offrendo strumenti di informazione, oltre che offrendo servizi di supporto, anche per togliere dall’isolamento le piccole imprese, agevolandone le alleanze.

Quest’anno le imprese che hanno ottenuto le 5W del Rating Welfare Index PMI sono state ben 68, diverse storie, tutte premiate per impegno nell’offrire sostegno, sotto diverse forme, ai propri dipendenti e alle loro famiglie.