Welfare e Coop, quando il benessere entra in busta paga

La politica del welfare aziendale inizia a dare i suoi frutti anche in Italia. In realtà l’utilizzo dei benefit aziendali non è così recente come si pensa, già Mattei aveva infatti iniziato a capire che il benessere, in quella che era la vita privata e lavorativa dei dipendenti, poteva offrire un grosso vantaggio a livello di competitività tra le aziende. In poche parole, dipendenti soddisfatti e felici, uguale azienda più produttiva e competitiva. Ma a offrire agli impiegati e agli operai una politica di welfare vagamente simile ai modelli d’oltre mare, sono solamente le grandi aziende, come per esempio la Olivetti o la Lavazza, fino ad arrivare, oggi, all’importante traguardo raggiunto da Federmeccanica. Oggi le grandi e medie aziende, in qualche caso anche le piccole a dire il vero, adottano questo tipo di politica di benefit aziendali e offrono, senza dubbio, una qualità di vita migliore ai loro dipendenti.

Welfare e coop, un esempio per tutti

Sono diverse le possibilità di scelta per quanto riguarda i regali aziendali, tra polizze sanitarie, asili nido, sostegno allo studio dei figli, ore di permesso. Ma se in principio a essere più diffusi erano benefit che avevano a che vedere con il carrello della spesa, come buoni pasto o buoni spesa, o anche buoni benzina e buoni per acquistare elettrodomestici, oggi sono soprattutto i servizi a interessare un sempre crescente numero di lavoratori, al punto che è stato necessario istituire una figura specializzata nella consulenza dei benefit aziendali, figura a cui ricorrono parecchie imprese tra cui anche Furla, e Coop Alleanza.

Nel 2015 un progetto varato da Coop Adriatica, destinato a circa 9 mila dei suoi impiegati, aveva per oggetto una politica di welfare aziendale basato sull’offerta di permessi speciali per l’assistenza, qualora se ne manifestasse la necessità, per assistere i familiari, e questo era valido tanto per le coppie etero che per le coppie omosessuali, abbattendo di fatto una barriera che era ancora molto evidente. Non solo, rientravano in tale politica di welfare anche gli sconti sulla spesa, le visite mediche, ma anche buoni per l’acquisto di libri borse di studio per i figli e prestiti. Tutto questo si poteva facilmente gestire attraverso il portale +Xte.

Dopo la maxi fusione tra Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Nordest, che ha dato vita alla nuova realtà Coop Alleanza 3.0, come sono cambiate le cose?  Intanto sono state evidenziati questi dati:

  • 355 sono stati i congedi o le aspettative concesse per l’assistenza dei parenti
  • 130 le agevolazioni nei turni di lavoro
  • 77 mila gli euro di prestiti concessi a fondo perduto per quei dipendenti che si sono trovati in uno stato di necessità economica
  • 355 i prestiti concessi a tasso agevolato
  • 51 le borse di studio  per i figli dei dipendenti all’Università
  • 1043 le borse di studio da 400 euro per gli studenti delle scuole superiori
  • oltre 3 mila ore di voucher servizi per fruire dei servizi di assistenza alla persona, per il sostegno scolastico e per il supporto psicologico
  • oltre 5.264 sono state le ore di permesso concesse per gravi motivi di salute personale o di quella dei familiari
  • 1.219 sono stati i biglietti scontati per entrare nei cinema, nei teatri e nei parchi
  • 7.180 sono stati i libri  acquistati cono uno sconto del 10% nelle librerie Coop
  • Ben 828 persone hanno potuto usufruire dello sconto del 20% negli studi dentistici i.denticoop

In bici alla Coop

E oggi? Oggi tra gli altri benefit è stato fornito a tutti i dipendenti della Coop Alleanza 3.0 un curioso, ma anche tanto utile, kit.  Si tratta di un kit da ciclista contenente uno zaino, una borraccia e altri accessori per il ciclista, oltre a un premio di 30 centesimi a km per tutti i dipendenti che scelgono di andare al lavoro in bicicletta. Ovviamente questa è solo una delle tante iniziative tra cui possono scegliere i dipendenti che, al contrario di qualche anno fa, sembrano preferire di gran lunga i flexible benefit piuttosto che il denaro, anche perché questi ultimi non vengono tassati.

I viaggi e i soggiorni aziendali, una nuova tendenza

Tra tutti i benefit aziendali che riscuotono sempre maggior successo, anche quando si parla di welfare e coop, ci sono senza dubbio i viaggi e i soggiorni. Questi, fruibili con i voucher salabam, sono un regalo aziendale molto apprezzato soprattutto per il fatto che possono dare la possibilità di staccare dalla routine lavorativa per rigenerarsi. Pensiamo per esempio a un operaio che trascorre tutte le sue giornate nella catena produttiva. Il tempo da dedicare alla famiglia, ma anche il budget, soprattutto in questi anni di crisi, è limitato. Quindi quali possono essere i desideri di questo lavoratore? Sicuramente una vacanza e del tempo da trascorrere con i suoi affetti. Con salabam viaggi l’azienda può offrire ai propri dipendenti e collaboratori non solo delle pause relax, ma dei soggiorni in località esclusive e in raffinati hotel.

Il fascino delle città d’arte o il relax a 360° gradi di una vacanza in spiaggia, ma anche avventura o un pacchetto soggiorno tagliato su misura per tutta la famiglia, non c’è che da scegliere. Il perché i viaggi stiano andando per la maggiore è dunque da una parte perché per l’azienda si tratta senza dubbio di un’opzione conveniente, ma soprattutto perché per i dipendenti si tratta di un benefit non tassabile e che così aumenta il valore d’acquisto del lavoratore, consentendogli di ricaricarsi e tornare al lavoro ancora più produttivo. Si tratta dunque di un premio, un incentivo, ma potremmo benissimo definirla una mossa strategica per dare un ulteriore incentivo al dipendente che potrà contribuire sempre di più e sempre meglio al successo dell’azienda.

Welfare aziendale: sono ancora troppo poche le aziende in Italia

Eppure, nonostante queste note positive, le aziende in Italia che dichiarano di avere un piano welfare sono solo il 50% di cui soltanto il 25% ha messo in moto qualche pratica. Infine, vediamo le motivazioni che hanno spinto le aziende a praticare una politica di welfare:

Il 23% delle aziende ha capito che le politiche di welfare aumentano il benessere organizzativo, il 17% perché migliorano le relazioni tra dipendente e azienda, il 14% perché si fidelizzano i dipendenti, il 7% per integrare il welfare pubblico, 7% per conciliare i tempi di vita e lavoro dei dipendenti, il 7% per aumentare la produttività, il 6% per ottenere sgravi fiscali e agevolazioni, il 4% per ridurre l’assenteismo e il turnover, il 4% per migliorare la reputazione aziendale, il 4% per obblighi di legge, il 3% per attrarre nuovi talenti e un altro 3% per la contrattazione di secondo livello.

Parla con un nostro consulente e scegli il tuo Salabam