Che cos’è il welfare aziendale e come farlo secondo le nuove leggi?

La politica del welfare aziendale sta iniziando a diffondersi anche nel nostro Paese. Nato all’interno delle multinazionali, il welfare è stato finalmente percepito come imprescindibile anche da una parte delle aziende italiane, sebbene ancora non siano tante. Ma quanti sanno di cosa si tratta? Questa parola sempre più utilizzata, sta entrando a pieno titolo nel vocabolario italiano e sta a indicare un insieme di vantaggi per i lavoratori, ma che sono anche un investimento per l’azienda.

Cos’è il welfare aziendale in Italia

La definizione di welfare aziendale è alla lettera “benessere aziendale”, ma cosa si intende con questa locuzione? Il benessere aziendale viene inteso come un insieme di iniziative atte a migliorare le condizioni, dunque il benessere, di vita in azienda e in famiglia del dipendente. Quando si parla di benessere, sia all’interno dell’azienda che all’interno della famiglia del dipendente, in realtà ci si sta ponendo in una condizione di ascolto che è fondamentale all’interno di una grande azienda, ma che potrebbe diventare cruciale anche nelle piccole e medie imprese: un lavoratore che vede soddisfatti i suoi bisogni e che non ha grandi preoccupazioni (soprattutto dal punto di vista economico) è senza dubbio un lavoratore più produttivo.

Pensiamo adesso a una fabbrica degli anni ’30, ma anche degli anni successivi, dove gli operai erano numeri e non arrivavano quasi ad avere la dignità di una persona. Come venivano spronati per produrre di più? Col ricatto. Venivano minacciati di licenziamento, e allora non era così difficile mettere in atto tale minaccia. Quindi, chi aveva bisogno di lavorare per sfamare la famiglia abbassava il capo e continuava a lavorare. Ma poteva essere definita davvero competitiva quell’azienda? Chiaramente no, ma allora non c’era una saturazione dei mercati come invece c’è oggi. Quindi, nel tempo, si sono dovute escogitare delle strategie più proficue per aumentare la produzione e la qualità dei prodotti.

Facciamo adesso un bel salto temporale e andiamo a vedere cosa accade all’interno delle nostre aziende. Fermo restando che non viviamo la realtà delle grandi multinazionali, anche in Italia vi sono aziende che applicano una politica di welfare aziendale piuttosto interessante e che si stanno avvicinando, per esempio, al modello americano, basti pensare all’ormai noto fenomeno Electrolux, ma anche alla politica di welfare metalmeccanici che è stata normata nel nuovo CCNL di categoria. Insomma, sposare la politica del welfare significa avere benefici bilaterali, e per l’azienda e per i lavoratori, ma scopriamo quali sono questi vantaggi.

Vantaggi del welfare aziendale: benessere individuale e dell’azienda

Potremmo riassumere questo punto con un assioma: se il lavoratore è felice, questo influisce in modo positivo sull’azienda. Se però volessimo entrare nello specifico di ogni singola voce, allora i vantaggi del welfare aziendale possono essere così riassunti:

  • Migliora il clima aziendale: lavoratori sereni e soddisfatti inevitabilmente creano un clima sereno e produttivo
  • Aumento del benessere del lavoratore: aumenta il potere d’acquisto, aumenta la soddisfazione, la tranquillità sia sul posto di lavoro che in famiglia
  • Incremento della produttività: lavoratori sereni e soddisfatti uguale aumento della produttività dell’azienda

Diciamo che questi sono solo alcuni dei punti che possono riassumere tutta una serie di benefici che derivano da questo tipo di politica.

Il welfare nelle aziende dopo la Legge di Bilancio 2017

soggiorni lussoIl 7 dicembre dello scorso anno, il Senato ha approvato in linea con la L 208/2015 alcune importanti novità  inerenti il reddito del lavoratore dipendente, novità interessanti soprattutto dal punto di vista del welfare aziendale e dei flexible benefit. Vediamo quindi cosa accade e come sono cambiate le cose.  L’articolo 51 de TUIR consente alle aziende di poter definire i piani di welfare aziendale e di poter sostituire gli incentivi pecuniari che venivano dati ai dipendenti per aumentarne il rendimento in azienda.

Secondo le nuove disposizioni, i dipendenti che nell’anno precedente non abbiano raggiunto un reddito superiore agli 80.000 euro, possono usufruire dei premi di produttività tassati al 10%. Le agevolazioni si riferiscono in particolare ai premi  fino a 3 mila euro, ma che possono essere estesi a quelli fino a 4 mila se sono presenti forme partecipative dei lavoratori. I welfare aziendali, concordati tra aziende e lavoratori, possono riguardare sia il lavoratore che i suoi familiari come indicato nell’art. 12 del TUIR, i familiari che possono beneficiare dei benefit sono genitori, figli, coniuge, generi, suocere, nuore, fratelli e sorelle, anche se non conviventi e non a carico.

Se il benefit viene erogato a titolo di contratto, regolamento o accordo aziendale, il datore di lavoro può fruire della deducibilità integrale dei costi correlati  come descritto nell’art. 95 del TUIR, invece di avere il limite del 5 per mille come previsto, nel caso di erogazioni volontarie, dall’art. 100 del TUIR.

Di quali benefit si può fruire nel 2017?

In genere le aziende hanno due modi per erogare i propri benefit: uno è quello di erogarli direttamente, e quindi devono prima di tutto studiare quali siano i bisogni dei propri dipendenti e fornire un paniere di scelta tra vari servizi fruibili, il secondo modo è quello di rivolgersi a un’agenzia che fornisce servizi di consulenza riguardo ai benefit. Ci sono quindi diversi beni e servizi che possono essere fruiti dal lavoratore e dalla famiglia.

Tra questi occupano un posto di rilievo i regali aziendali di lusso, si va dagli orologi a elementi d’arredo, fino alla tecnologia, quindi smartphone di ultima generazione e pc, tablet o altri oggetti tecnologici. Tra questa categoria di regali importanti rientrano anche i viaggi e i soggiorni di lusso, dove il dipendente può vivere la magia di una vacanza rilassante e all’insegna del comfort più raffinato, un esempio di questa possibilità sono i voucher salabam. Non solo viaggi e soggiorni di lusso, anche pacchetti famiglia e tour alla scoperta delle bellezze naturali italiane ed estere e delle città d’arte.

Ovviamente non possono mancare in questa lista di benefit anche tutta una serie di servizi, come asili nido, scuole d’infanzia per i figli, ma anche buoni per l’acquisto di libri, per le tasse scolastiche, anche quelle universitarie, ma rientrano tra i benefit anche una maggiore flessibilità negli orari di lavoro, diversi esami medici, polizze extra, fino a prestazioni decisamente scontate, voucher per l’acquisto di elettrodomestici o per la frequentazione di corsi di formazione. Insomma il ventaglio di offerte è molto ampio, e soprattutto, un aspetto importante, è che i benefit non possono essere tassati, in questo modo il potere d’acquisto del dipendente aumenta.

In poche parole il welfare è una politica che si può paragonare alle strategie win to win, dove ambo le parti hanno un guadagno e dove il rapporto è di scambio.

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