Voucher Welfare: cos’è e come funziona?

Ormai il concetto di welfare aziendale  si sta radicando sempre più nel nostro Paese, in buona parte questo fenomeno è possibile grazie alle nuove leggi statali che ne favoriscono la diffusione, ma soprattutto grazie all’impegno di alcune aziende, in questo caso principalmente grandi aziende, ma le medie e piccole iniziano a seguire, che fanno del welfare un vero e proprio punto di forza, soprattutto per mezzo dei voucher welfare e a tale proposito vediamo di capire meglio cosa sono e come si utilizzano.

Voucher welfare

Il voucher welfare è stato introdotto con la legge di stabilità 2016 allo scopo di semplificare il progetto di erogazione dei beni e dei servizi aziendali. Questa semplificazione è valida sia per i dipendenti, che in questo modo possono accedere ai servizi in maniera più veloce e intuitiva, sia per le imprese, che si ritrovano un’organizzazione più lineare e ordinata, il che significa anche risparmio sui costi di gestione.

Cosa sono i voucher

Prima di addentrarci in uuna spiegazione nozionistica, facciamo subito un esempio pratico per capire cosa sono e come funzionano i voucher. Immagina Michele, dipendente aziendale. Michele riceve dalla sua azienda un vaucher di una cifra X come premio di produttività. Il vaucher, per capire meglio, possiamo mmaginarlo come una gift car. Sicuramente sai come funziona una gift car, vai in un negozio, acquisti una gift card per un determinato valore, e la regali a chi vuoi. La persona a cui l’hai regalata potrà acquistare in quel negozio ciò che vuole fino all’importo che tu hai acquistato.

Col vaucher è praticamente la stessa cosa. Il datore di lavoro acquista un vaucher di un determinato importo e Michele può spenderlo in uno dei benefit messi a disposizione nel paniere aziendale, quindi possono essere viaggi, corsi di formazione, insomma, dipende da quello che l’azienda ha pianificato.

Vediamo quindi nello specifico cosa è un vaucher e come si è evoluto.

I voucher, o come vengono chiamati oggi credito welfare, sono nati come tagliando di prenotazione o come ricevuta di pagamento, che venivano e tuttora vengono rilasciati per pagare o ricevere una prestazione o un servizio. Sono adottati in particolar modo dalle agenzie turistiche, ristoranti, agenzie di trasposti e vengono utilizzati soprattutto in ambito turistico per permettere al turista di ricevere un particolare servizio offerto.

Esistono poi anche i voucher sociali di acquisto, utilizzati per spese di prima necessità quali abbigliamento, prodotti per l’infanzia, utenze, calzature e costituiscono praticamente un sostituto del contributo economico monetario.

In questa direzione si sono evoluti i voucher legati al welfare, nati e sviluppati in Europa, ai quali si è allineata l’Italia grazie alla Legge si Stabilità del 2016.

Il voucher è quindi un buono grazie al quale i servizi legati al welfare vengono erogati ai dipendenti di un’impresa. Sono diverse ormai le aziende che utilizzano i voucher nell’ambito dei loro piani welfare e che ne hanno compreso i vantaggi e la semplicità di utilizzo.

Perché convengono i voucher

L’uso dei voucher welfare, oltre alla facile fruibilità, ha un vantaggio importante per molte aziende medio piccole. Queste ultime, infatti, incontrano diverse difficoltà ad adottare politiche di welfare per i propri dipendenti.

Per loro è molto difficile dotarsi di strutture utili per i dipendenti, come per esempio una palestra, un asilo nido, ma anche a stipulare accordi con realtà esterne come ad esempio agenzie viaggi o istituti di formazione.

Il ricorso ai voucher, previsto dalla Legge di Stabilità 2016, serve proprio per andare incontro e alle imprese e ai dipendenti in queste particolari situazioni, quindi per agevolare quelle aziende che vogliono e che ci tengono a sviluppare un discorso welfare per i propri dipendenti.

I voucher possiamo paragonarli ai buoni pasto, hanno la stessa linea di funzionamento. Grazie a loro i dipendenti possono avere accesso ad un ampio paniere di servizi convenzionati, che aderiscono alle politiche welfare e di regali aziendali.

Voucher e servizi

Il funzionamento dei conti welfare è quindi molto semplice. Se un’azienda decide di riconoscere a ogni dipendente un premio di produttività o un aumento sotto forma di welfare aziendale questo non è tassato né per l’azienda né per il dipendente.

Senza anticipare somme di denaro, con i voucher il dipendente potrà scegliere di quali servizi intende avvalersi presso una rete di strutture convenzionate o segnalando quella di sua preferenza, e riceverà un buono dell’importo richiesto (a seconda dei limiti annuali definiti nel contratto) da spendere per il pagamento della prestazione.

In pratica si tratta un codice a barre che può essere stampato o esibito tramite il cellulare. La cosa importante è che il valore nominale del voucher e del servizio richiesto corrispondano.

viaggioMa cosa si può fare esattamente con questi voucher? I benefit disponibili sono tra i più vari: dal soggiorno nei centri benessere, ai corsi di formazione, abbonamenti di vario genere, servizi per l’infanzia e anche per figli più grandi. Tra i benefit più apprezzati ci sono certamente i viaggi e proprio grazie anche a queste politiche Salabam, di Marco Mazza, è oggi diventata una realtà affermata.

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Sono diverse le società che forniscono servizi per il welfare aziendale, come ad esempio Easy Welfare, che offrono un’ampia scelta di servizi a cui le imprese possono aderire attraverso l’utilizzo dei voucher per i propri dipendenti.

Trattamento fiscale del Credito Welfare

Secondo l’interpello n. 904-791/2017 l’Agenzia delle Entrate specifica che il Credito Welfare non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente. La risposta è stata fornita in seguito ad una richiesta di chiarimento da parte di un’azienda che aveva varato un piano welfare biennale, che prevedeva il riconoscimento di premi ed incentivi in seguito al raggiungimento di determinati obiettivi.

Veniva messo quindi a disposizione dei dipendenti un budget da consumare presso una piattaforma web, budget non rimborsabile se non utilizzato, quindi non convertibile in somma di denaro..

Altro punto importante è che se il lavoratore non acquista beni e servizi per il valore complessivo del credito welfare, l’azienda o il datore di lavoro in questione non è tenuto in nessun modo ad erogare il corrispettivo non utilizzato tramutandolo in somma di denaro in quanto il Credito Welfare consiste unicamente nell’opportunità di fruire di beni e servizi.