Viaggi come premio produzione all’interno del Welfare Aziendale

Un tempo i benefit comunemente erogati dalle aziende ai dipendenti erano costituiti dal telefono, dall’auto e dal computer aziendali. Si trattava di premi concessi, cioè un di più in base alla tipologia di lavoro svolta, e infatti non ne beneficiavano tutti i dipendenti, ma solo quelli di grado superiore, con maggiori responsabilità, o chi lavorava nella rappresentanza e nel commerciale dell’azienda.

2017: i viaggi regalo come benefit

Viaggio regaloOggi la situazione è radicalmente cambiata, e i benefit sono diventati a portata di tutti i dipendenti. In cosa consistono questi benefit? La Legge di stabilità 2016 prevede che il premio di produzione, a scelta del dipendente, possa essere convertito in benefit, o più precisamente, in flexible benefits. Si tratta di migliorare la qualità della vita del lavoratore e della sua famiglia, offrendo un ampio ventaglio di scelta, dall’asilo nido all’istruzione, dal baby sitteraggio al maggiordomo, dalla salute alla previdenza integrativa, dal carburante ai trasporti, fino ai viaggi regalo.

Proprio questa scelta improntata sul benessere è la novità assoluta di quest’ultima Legge di Stabilità. Le aziende, sulla scia del resto d’Europa, stanno diventando sempre più attente alla salute psico fisica dei propri dipendenti, allo stato di stress e ai carichi di lavoro sempre più pesanti nell’era moderna, dove la frenesia lavorativa è logorante. Appare giusta, quindi, la direzione che sta prendendo la politica dei premi aziendali, giusto riconoscimento sia degli obiettivi raggiunti durante l’anno, ma anche degli sforzi consumati per il loro raggiungimento. Tutto questo legiferato dal Governo, con norme e regole ben precise.

Perché allora non rilassarsi con la propria famiglia scegliendo una vacanza in un hotel cinque stelle, proprio quella vacanza che si desiderava da tanto tempo, e per la quale si stavano mettendo da parte i risparmi? Oggi è possibile, grazie alle soluzioni relative al welfare aziendale, senza intaccare il conto corrente, ma sfruttando solo il proprio saldo welfare. Scegliere un viaggio regalo come benefit è molto semplice, è sufficiente trovare la struttura che corrisponde ai propri bisogni e desideri, e ottenere un voucher da consumare entro 16 mesi, quindi con un lasso di tempo molto ampio. L’operazione è immediata, la disponibilità della struttura si verifica in tempo reale, senza alcun bisogno di ulteriore scambio mail o telefonate. Naturalmente non è indispensabile consumare tutto il budget messo a disposizione dal welfare, che può essere utilizzato per più benefit. Un viaggio è però un regalo che possiamo fare a noi e alla nostra famiglia, un benefit molto apprezzato e utilizzato dai lavoratori, proprio perché non grava sul conto corrente e perché una vacanza è pur sempre una tappa fissa per ogni famiglia nel corso di ogni anno.

I vantaggi fiscali del welfare aziendale

Cosa comporta la scelta di aderire alle soluzioni del welfare? Un premio di produzione in denaro, versato sul conto, subisce una tassazione con la cedolare secca del 10%, con un massimale che arriva fino a quattro mila euro in caso di coinvolgimento paritetico del dipendente nell’organizzazione dell’azienda. Se, invece, si sceglie di convertire il premio aziendale in flexible benefits, la tassazione si azzera, sia per il dipendente che per l’azienda. Vi è, quindi, un doppio vantaggio, viene aumentato il potere d’acquisto del dipendente e contemporaneamente diminuisce il costo del lavoro per l’azienda. Ogni lavoratore ha la possibilità di fare qualcosa, che, magari, non avrebbe potuto fare se avesse dovuto pagare di tasca propria. Un viaggio regalo ristoratore, in totale relax, a scelta tra mare, montagna, città d’arte, è sicuramente un’opzione allettante per utilizzare le possibilità offerte dal welfare della propria azienda.

Il welfare aziendale come fattore di scelta lavorativa

Oramai il welfare aziendale è entrato tra i principali punti di crescita aziendale, e sta prepotentemente prendendo piede anche in Italia, aiutato dalle nuove normative statali. Questa affermazione a livello europeo sta avendo delle ripercussioni anche sul mondo del lavoro. In Inghilterra, infatti, i benefit si stanno conquistando un ruolo relativo alla scelta dell’occupazione. Quando un lavoratore si trova a dover scegliere tra più aziende, oltre al tipo di lavoro e al reddito viene fortemente valutata anche la politica welfare. Ogni azienda, infatti, decide cosa offrire ai suoi dipendenti, come invogliarli a convertire il proprio premio di produzione in flexible benefits.

Ci sono aziende all’avanguardia che offrono benefit di ogni tipo, cercano di fidelizzare il proprio dipendente con premi straordinariamente appetibili, non ultimo quello dei viaggi regalo, che, come abbiamo detto, risulta molto apprezzato. Queste aziende hanno capito che fare felice un dipendente significa aumentare il suo impegno, la dedizione per il datore di lavoro, significa aumentare la produttività. E, grazie alle defiscalizzazioni, significa ridurre il costo del lavoro, un risparmio notevole, che ha grosse ripercussioni sui profitti e sulle politiche di crescita dell’azienda.

Quando una persona, in cerca di lavoro, si trova a dover scegliere tra due o più aziende, valuta necessariamente i pro e i contro di ogni offerta. I benefit relativi al welfare possono tranquillamente fare da ago della bilancia, e, in un certo senso, questa situazione si sta già verificando, solo che non tutti se ne rendono veramente conto. Le grandi aziende sono più preparate a riguardo, stanno già entrando ampiamente in quest’ordine di idee. Hanno capito che un modo di curare e aumentare la loro brand reputation è quello di rendere i benefit uno strumento attrattivo: maggiori e migliori sono i premi, più l’azienda cresce di considerazione e reputazione, e più il mercato la premia. Le piccole e medie aziende, sopratutto nel sud Italia, fanno ancora un po’ fatica a entrare in quest’ottica, a cominciare a pensare in grande, a vedere al di là del comune e radicato rapporto azienda dipendente. Però la Legge di stabilità 2016 ha dato una forte indicazione a riguardo, un impulso che, si spera, venga colto, coltivato e fatto fruttare. Le aziende italiane hanno bisogno di crescere, di diventare aziende moderne, dove il dipendente non è solo forza lavoro, ma un ingranaggio fondamentale della stessa azienda, che, come tale, va aiutato, premiato per il contributo dato, fatto sentire importante e parte del progetto. Il welfare aziendale ha questo fine, un viaggio regalo o qualunque altro benefit extra salario, aumenta la qualità della vita del lavoratore e di riflesso fa crescere l’azienda che lo offre.

Migliora la qualità della vita dei tuoi dipendenti, basta un Salabam