Legislazione Welfare: quali progressi ci sono e come sfruttarli all’interno della tua azienda?

Correvano gli anni ’50 e un’azienda tutta italiana, la Olivetti, varava un piano di servizio sociale per l’epoca unico. Siamo davanti alle prime forme di welfare che si concretizzano nell’azienda con la Carta Assistenziale che dice: “Il servizio sociale ha una funzione di solidarietà. Ogni lavoratore dell’Azienda contribuisce con il proprio lavoro alla vita dell’azienda medesima.”

Quello che va rilevato è il fatto che i servizi sociali dell’Olivetti non dovevano essere interpretati come un’elargizione facoltativa del padrone, il classico “contentino”, bensì venivano offerti, e non a carattere personale, ai dipendenti in modo da responsabilizzarli dal punto di vista sociale. In poche parole si sposava già da allora il concetto che un dipendente felice e sereno era in automatico più produttivo. L’azienda è tra i principali fattori che influenzano fortemente il tessuto sociale, deve quindi contribuire alla ricerca di una qualità migliore della vita dei suoi dipendenti, quindi della vita collettiva e ancor prima individuale.

Legislazione welfare, cosa è cambiato nel tempo

A partire dagli anni ’50, quindi, aziende come la Olivetti avevano già compreso quanto la creazione di un ambiente sociale positivo potesse contribuire a rafforzare sia la fedeltà del dipendente, sia la sua voglia di contribuire al successo dell’azienda stessa. Questo era possibile perché i lavoratori, dal canto loro, erano sereni, si sentivano protetti, loro e le loro famiglie, grazie al sistema di assistenza sociale.

I servizi assistenziali della Olivetti però non avevano come mira quella di sostituirsi al sistema pubblico, bensì di sopperire ad eventuali sue carenze, se non a precorrerne i tempi. Tuttavia, attorno agli anni ’80, quando cioè si rafforza lo stato sociale grazie alle nuove leggi e ai nuovi contratti collettivi, l’incidenza dei servizi sociali inizia a ridursi.

Si è andati quindi, via via, accantonando il welfare, fino a ridurlo al classico cestino per i regali di Natale almeno nelle piccole e medie aziende, fino a essere quasi dimenticato in Italia, eccetto che nelle grandi realtà. Oggi invece, grazie anche alla riforma del 2016, il welfare aziendale è ritornato in prima linea come premio produzione o sotto forma di regali aziendali, flexible benefit. totalmente detassati.

Il welfare oggi, il passo avanti a livello legislativo

Quello che è accaduto nel 2016 è stato un passo, dal punto di vista legislativo, molto importante per il welfare. La normativa introdotta con la legge di Stabilità del 2016 aveva messo nero su bianco una serie di provvedimenti finalizzati a incentivare il welfare aziendale. Gli strumenti a disposizione erano fondamentalmente due, il premio di produttività, per garantire risorse quali beni e servizi di welfare per i dipendenti, l’altro era l’ampliamento del paniere dei servizi mediante aggiornamento dell’art. 51 del TUIR.

E nel 2017 cosa è successo? In buona sostanza sono state confermate e consolidate queste tendenze sia con l’ampliamento dell’offerta per quanto riguarda i premi di produttività, sia col potenziamenti di altri strumenti come il sostegno alla maternità che aiuta a conciliare famiglia e lavoro, sebbene ancora vi sia molto da fare in questo senso. La legge di Bilancio, quindi, punta soprattutto al consolidamento di quanto era già stato stabilito, ma in più amplia il tetto massimo di reddito del lavoro dipendente che permette di fruire della tassazione agevolata: questo viene innalzato da 50.000 a 80.000. Gli importi dei premi erogati, inoltre, aumentano a 3.000 euro dai 2.000 di partenza, mentre si passa da 2.500 a 4.000 in quelle aziende dove i lavoratori sono coinvolti nell’organizzazione del lavoro.

Ampliato ulteriormente il ventaglio di servizi inclusi nell’art. 51 del TUIR, già aggiornato nel 2016 e ove sono stati inclusi tutti i servizi per l’infanzia, ma che quest’anno include anche i servizi di cura per gli anziani e per i familiari non autosufficienti mediante prestazioni anche assicurative o di assistenza sanitaria.

Che vantaggi potrebbe avere la tua azienda dal welfare

Il quadro attuale è in generale questo che abbiamo tratteggiato. Molti imprenditori hanno già capito quale sia la vera funzione del welfare aziendale e quanti vantaggi porti alla propria azienda. Partiamo dal principio che oggi il rapporto tra dipendente e datore di lavoro è molto cambiato. In passato questo era basato sull’equazione orario di lavoro + controllo = salario, oggi, invece, l’equazione è questa: lavoro + risultato = giusta retribuzione e servizi.

Facciamo un passo indietro. Se negli anni ’80 il welfare è stato surclassato dai servizi erogati dallo Stato, oggi sta accadendo esattamente il contrario. I servizi sono sempre meno erogati dallo Stato e sempre più richiesti dai lavoratori alle aziende che, di conseguenza, chiedono maggior supporto  allo Stato per mettere in atto tali pratiche di welfare. La legge non ha fatto altro che leggere i cambiamenti in atto e mettere così ordine, sebbene la normativa sia ancora piuttosto stratificata. Non si prevedono grossi cambiamenti nel futuro immediato.

Questo è quindi un buon momento per introdurre le politiche di welfare anche nella tua azienda. Pensa a come sarebbe vantaggioso offrire ai tuoi dipendenti una certa sicurezza dal punto di vista assicurativo o pensionistico, ma anche dal punto di vista sanitario. Un dipendente che sa che quando non potrà più lavorare potrà fruire, con certezza, di una buona pensione, lavora sicuramente con maggior entusiasmo, con maggiore serenità. Si va così creando in azienda un clima disteso, proficuo. Inoltre la possibilità di scegliere un benefit interessante è anche un modo per riuscire ad attrarre nella tua azienda i giovani talenti.

I dipendenti più coinvolti nelle politiche aziendali, sono quelli che si sentiranno come in famiglia, che lavoreranno e lotteranno al tuo fianco per raggiungere gli obiettivi.

Regala il relax e il piacere di una pausa premio

welfare_02Tra tutti i benefit che puoi offrire ai tuoi dipendenti rientra anche il viaggio. Si tratta di un regalo particolarmente apprezzato perché non stai regalando solo una cosa materiale, ma stai offrendo un meritato riposo al tuo dipendente. Gli stai dicendo che ha fatto molto per la tua azienda e che si merita davvero una pausa da trascorrere con le persone che ama, un break piacevole che potrà vivere anche sotto l’aspetto emozionale oltre che materiale.

Seguendo questa direzione Marco Mazza ha creato Salabam, l’azienda specializzata in soggiorni emozionali indimenticabili. Salabam è il viaggio modulabile cucito sulle esigenze dell’azienda, ma che può essere personalizzato dal dipendente a cui viene offerto. Ci sono oltre 400.000 strutture nelle quali si può pernottare, dal mare alla montagna, in Italia o all’estero, una o più notti, e in più, se prenoti oggi parti anche domani, senza problemi.

“Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi.”

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