Welfare aziendale: alcuni esempi di piani welfare

Il bisogno di welfare è un bisogno globale. Ovunque nel mondo. Tutte queste iniziative, atte a rendere migliore la vita dei lavoratori, sia sul posto di lavoro che al di fuori, si sono diffuse, seppur lentamente, anche nel nostro Paese. Gli imprenditori hanno compreso che, grazie alle politiche di welfare aziendale, la produzione aumenta, e non si tratta di un concetto astratto. Sembra piuttosto un’equazione: se il benessere del lavoratore aumenta, di conseguenza aumenta anche la resa dell’azienda, quindi produzione, quindi fatturato. Vediamo allora del welfare aziendale esempi concreti e i veri benefici che possono avere sulla tua azienda.

Welfare aziendale esempi di piani ben strutturati

Prima di vedere alcuni esempi di piani di welfare aziendale strutturati in modo efficace, cerchiamo di fare il punto su quella che è la reale importanza del welfare e perché avere un buon piano, una buona offerta, oggi rende la tua azienda più competitiva. Se conosci bene le politiche di welfare e come applicarle alla tua impresa, potrai sperimentare i vantaggi di questo nuovo sistema retributivo, o incentivi, se preferisci.

Un buon piano di welfare però non si può basare sui classici regali aziendali, può essere un premio produttività, o appunto un benefit da elargire a quei dipendenti che non fanno assenze, o che danno quel qualcosa in più, non importa, quello che deve essere chiaro fin da subito è che non si tratta di un qualcosa che si può improvvisare, per avere un piano di successo lo si deve ponderare, per questo abbiamo deciso di fare degli esempi pratici di piani di welfare che funzionano.

Un piano che funziona da diversi vantaggi sia all’azienda che al lavoratore. In primo luogo quello di cui abbiamo già parlato prima, quindi il fatto che il clima in azienda migliori. L’ambiente è più disteso, più collaborativo, e questo porta senza dubbio a migliori risultati, sia sul piano personale del lavoratore, sia più in generale su quello dell’azienda.

In molte imprese che hanno praticato delle buone politiche di welfare, si è rilevata una diminuzione del turn over e dell’assenteismo, oltre che all’incremento della produttività. Ma vediamo subito degli esempi di piani di welfare attuati da alcune grandi realtà. Va da sé che le grandi aziende, come le multinazionali, hanno decisamente può possibilità rispetto alla piccola e media impresa che, tuttavia, oggi può fare molto.

Esempi di piani di welfare che hanno portato le aziende al successo

Nel 2016 ben 17 aziende si sono aggiudicate i Welfare Awards, ciò significa che hanno realizzato dei piani di benefit vincenti. In questo caso non stiamo parlando di grandi multinazionali, ma di piccole e medie imprese che si sono messe in gioco e che hanno iniziato a praticare con successo queste politiche.

Il miglior piano on top se lo erano aggiudicato la Zimmer Biomet Italia, un small company, la Sacchi, medium company, e la Tetra Pak, big company.

A spiegare il piano di welfare della Zimmer Biomet è Tiziana Villa, HR Manager, che racconta come, per rispondere alle esigenze dei propri dipendenti, sia stato necessario arrivare a una prospettiva di benessere organizzativo in senso lato invece che cristallizzarsi in una prospettiva esclusivamente monetaria. Il piano ha coinvolto la maggior parte dei dipendenti che hanno gradito l’iniziativa.

viaggi welfareIn molti casi, spiega Villa, il piano di welfare ha rappresentato una vera e propria leva con un effetto di ritorno positivo per tutti, per l’azienda e per i dipendenti.

Ma se questo accadeva due anni fa, oggi le aziende che hanno vinto il Welfare Awards  sono ben 26. Certamente è passata molta acqua sotto i ponti da quando l’Olivetti aveva introdotto le prime politiche di welfare nel nostro Paese. Facendo un excursus storico, certamente va menzionata Luxottica, un tipo di welfare che nasce dalla volontà di integrare i salari più bassi in modo da coprire i bisogni delle famiglie di operai e impiegati, con diversi benefit non monetari, in modo da preservare il loro potere d’acquisto.

Questo piano di welfare di Luxottica ha fatto guadagnare diversi consensi all’azienda, che vedono il welfare come un extra-valore: più l’azienda offre dei servizi ambiti dal lavoratore, più questi aumenterà la propria produttività. Da citare sicuramente anche il welfare di Eni, che col “Progetto welfare Eni” rilancia il welfare nel 2008. Ancora oggi il ventaglio di offerte è davvero vasto, si va dai benefit per la famiglia a quelli per la salute, insomma, ampia scelta.

Il welfare aziendale oggi

Oggi sono diverse le aziende che si avvalgono di piani di welfare mesi a punto e strutturati sulle loro reali esigenze. Basta dare uno sguardo ai numeri dei maggiori provider che ci sono al momento per capire quale ruolo e che importanza abbiano raggiunto queste politiche. Easy Welfare, per esempio, è uno dei più importanti provider che fornisce alle aziende diversi piani di welfare, panieri di benefit strutturati sulle necessità dell’azienda e quindi dei dipendenti.

Tra i migliori piani di welfare ci sono certamente quelli che tengono conto delle necessità più attuali dei propri dipendenti. Basta fare una rapida ricerca per notare che tutte le aziende, nel loro paniere, includono servizi integrativi di assistenza sanitaria, che a oggi è evidentemente una delle impellenze dei lavoratori, a causa anche dell’inefficienza sempre più percepita, del servizio sanitario pubblico.

Come si può realizzare un piano di welfare

E questa è forse la parte più interessante, come realizzare un buon piano welfare. Intanto è utile rivolgersi a un provider, come detto prima. Questo, infatti, può analizzare attentamente la situazione e le esigenze aziendali, tenendo in considerazione quello che è il budget destinato al welfare. Il dipendente può così andare direttamente sul portale del provider e selezionare il benefit che desidera in base al proprio budget disponibile.

Solitamente un buon piano di welfare include quelle che sono le aree tematiche più richieste, quindi la formazione, la salute, i servizi per la famiglia, il tempo libero. In queste aree poi si devono includere delle sottocategorie, quindi corsi di formazione dalle lingue alle tecnologie, e così via.

I soggiorni di Salabam

In questo contesto si inseriscono anche i soggiorni di Salabam, dei viaggi interamente modulabili in base al budget messo a disposizione dall’azienda. Da un’idea di Marco Mazza Salabam è attualmente uno dei benefit più apprezzati da diverse aziende, perché non si tratta di uno classico cofanetto, ma di un soggiorno in uno dei 400 mila hotel in tutto il mondo, che si può prenotare oggi stesso per poter partire anche domani!

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