Welfare e detassazione dei premi di produzione

Welfare aziendale significa servizi e prestazioni per i dipendenti e i loro familiari. Sulla scia degli altri paesi europei anche il Governo italiano ha previsto un regime fiscale vantaggioso atto a incentivare i premi di produzione e di conseguenza lo sviluppo politiche di welfare aziendale. Questo perché si è compreso che il lavoratore soddisfatto, privo di stress, diventa non solo più efficiente, ma instaura un particolare apporto di fidelizzazione con l’azienda che viene quindi percepita come una grade famiglia.

Premi di produzione

Per quanto riguarda i premi di produzione questi sono soggetti ad un’imposta sostituiva IRPEF e alle addizionali regionali e comunali nella forma del 10%, entro il limite massimo di 3.000 Euro, mentre se gli accordi risalgono a prima del 24 aprile 2017, il limite sale a 4.000 Euro. Tutto questo a patto che il reddito da lavoro dipendente percepito nell’anno precedente non sia superiore a 80.000 Euro.

La nota importante è che i premi di produttività non concorrono alla formazione del reddito complessivo del lavoratore o del suo nucleo familiare, quindi non verranno inclusi nella situazione economica equivalente (ISEE).

Il beneficio fiscale non termina qui. Infatti, vengono detassate le somme erogate dalle imprese a titolo di premio di produzione secondo gli accordi sottoscritti a partire dal 24 aprile 2017.

Queste somme, entro il limite massimo di 800 Euro, non sono sottoposte a contribuzione da parte del lavoratore, e beneficiano della riduzione del 20% dell’aliquota contributiva a fini pensionistici a carico del datore di lavoro.

Detassazione per le aziende

Ancora più conveniente, per i datori di lavoro, sono le opportunità collegate alle misure di welfare aziendale che, in quanto totalmente decontribuite e detassate, a differenza dei premi di produttività standard, consentono al datore di lavoro di ottenere una effettiva riduzione del costo del lavoro.

L’erogazione di questo tipo di prestazioni da parte del datore di lavoro può avvenire anche mediante buoni o voucher, in formato cartaceo o elettronico, riportanti il preciso valore nominale.

Lo scorso 29 marzo l’Agenzia delle Entrate ha emesso la circolare n. 5/E, redatta con la collaborazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Questo documento chiarisce alcuni aspetti fiscali, normativi e contributivi che riguardano le quote destinate dall’impresa alla previdenza complementare, alle polizze assicurative, alla sanità integrativa, e ai benefit di welfare aziendale.

I premi destinati alla previdenza complementare

La Legge di stabilità 2017 ha introdotto delle misure vantaggiose anche per quanto riguarda i premi destinati alla previdenza complementare.

Nello specifico questi importi, se non superano il massimale di 8.164,57 Euro, non concorrono al reddito da lavoro dipendente. Inoltre si afferma che i contributi versati alla previdenza complementare in sostituzione dei premi di produttività non vengano tassati ai fini pensionistici e siano deducibili dalla base imponibile.

Per quanto riguarda il welfare e l’assistenza sanitaria integrativa, come da contratti welfare, il limite di deducibilità viene alzato fino a 6.615,20 euro. Teniamo conto che le spese sanitarie possono essere detratte dal dipendente sono nella quota non rimborsata dall’azienda.

Premi di produttività 2018 e detassazione

Abbiamo visto quindi come per i premi di produttività nel 2018 venga prevista una tassazione agevolata con aliquota sostitutiva pari al 10% dell’importo massimo previsto che viene applicata a tutti i lavoratori subordinati con un reddito massimo annuo di 80.000 euro.

Abbiamo anche visto che, in base a quanto previsto dall’articolo 51, comma 4 del Tuir Determinazione del reddito di lavoro dipendente, il lavoratore può decidere di convertire le somme assegnate ai premi di produttività, in attività o servizi di welfare aziendale e beneficiare quindi della detassazione.

Tra i servizi detassati troviamo anche quelli che riguardano la vita quotidiana dei dipendenti e delle rispettive famiglie, come il servizio di trasporto scolastico, servizi di baby-sitting o i rimborsi delle spese destinate alle gite didattiche, alle visite d’istruzione o ad altre iniziative che sono presenti nell’offerta formativa scolastica.

Quelle imprese che vogliono usufruire anch’esse della detassazione devono perciò stipulare dei contratti e indicare gli obiettivi di welfare che si sono prefissati in accordo con le rispettive rappresentanze sindacali.

Premi di produttività detassati, i viaggi

Tra i premi di produttività che non vengono tassati troviamo i viaggi mediante utilizzo di voucher. Quest’attività ricreativa è molto apprezzata dai dipendenti e non solo per la possibilità di avere una pausa dal lavoro, ma perché significa avere l’opportunità di vivere dei momenti, del tempo, con le persone a cui si tiene di più, come familiari e amici.

welfareMarco Mazza, avendo intuito le potenzialità del viaggio aziendale, sia come viaggio premio per i dipendenti che come regalo aziendale, ha creato i pacchetti di soggiorni Salabam. Siamo ben lontani dal concetto di cofanetto viaggio. Infatti, con i soggiorni Salabam si può decidere spendere oggi il proprio voucher e partire l’indomani stesso.

Questo è possibile perché ci sono oltre 400 mila strutture in tutto il mondo dove soggiornare, mentre con i classici cofanetti le strutture sono decisamente meno, e questo è il motivo per cui quando si va a prenotare il viaggio non si trova mai posto, nemmeno a distanza di mesi.

Salabam, invece, vuole offrire l’opportunità concreta di vivere un momento di scoperta, divertimento e relax ovunque si voglia, quando si voglia.

Ma la vera innovazione sta nel fatto che i soggiorni sono interamente modulabili. In pratica il datore di lavoro sceglie il budget da mettere a disposizione dei propri dipendenti, in base a quel budget, il dipendente andrà a scegliere un viaggio secondo le sue esigenze, di una o più notti, a seconda della cifra disponibile, trovando il perfetto equilibrio tra interessi dell’azienda e welfare.

Il viaggio come pausa emozionale

Siamo quindi oltre il concetto di viaggio prettamente ricreativo, l’idea infatti è quella di offrire ai propri dipendenti un viaggio che sia l’occasione per rigenerarsi dal lavoro, un modo per ritrovare il piacere di condividere emozioni con chi si ama lontani dallo stress e dalle pressioni lavorative. Il dipendente è soddisfatto e le sue prestazioni migliorano una volta rientrato al lavoro, ma non solo, percepisce l’azienda come più vicina alle sue esigenze, ecco perché i viaggi sono considerati tra le migliori politiche di welfare aziendale.

Infine, la sua capacità di spesa, con questo benefit, non viene decurtata, bensì può spendere l’intero premio che gli spetta.

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