Per i 600 dipendenti del gruppo Aim arriva il welfare aziendale

Che il welfare aziendale si stia diffondendo sempre di più e in modo sempre più capillare è cosa oramai certa, che stia diventando un modello innovativo, invece, lo stiamo scoprendo man mano che le aziende decidono di adottarlo.

Anche le società di proprietà comunale, come il Gruppo Aim di Vicenza si sono convertite a questo sistema molto vantaggioso sia per l’azienda che per i suoi dipendenti.

Il Gruppo Aim abbraccia il welfare aziendale

Il Gruppo Aim Vicenza è una multiutility composta da società controllate che svolge il proprio operato in vari settori, dall’igiene ambientale al verde pubblico, dalle reti tecnologiche ai servizi cimiteriali o di manutenzione monumentale e immobiliare del capoluogo vicentino.

Con le rappresentanze sindacali è stato stabilito un accordo secondo il quale gli oltre 600 dipendenti potranno usufruire delle politiche di welfare aziendale secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2017.

I vantaggi del welfare per i dipendenti aziendali

Il vantaggio principale per i dipendenti Aim sarà quello di poter usufruire dei premi di produzione annuale, previsti dalla contrattazione di secondo livello, premi di produzione che potranno essere convertiti anche solo in parte in servizi welfare, cioè in prestazioni non monetarie che quindi non vengono tassate.

La detassazione è infatti il fiore all’occhiello delle politiche di welfare, al contrario di quanto accadrebbe nel caso di premi pagati in denaro che invece sono soggetti a tassazione. In questo modo il dipendente si ritrova una sorta di vero e proprio aumento di stipendio, andando a sfruttare quei servizi che altrimenti avrebbero avuto un costo ben preciso e che sarebbero dovuti essere stati pagati in denaro. Un esempio su tutti è un corso di formazione, poniamo di inglese, che deve essere pagato in denaro dal dipendente.

Se il premio di produzione erogato al lavoratore fosse di 100 euro, tassato del 10%, al dipendente avanzerebbero 90 euro, ma se il corso d’inglese ne costasse 100 il lavoratore avrebbe perso 10 euro. Invece, con un premio in servizi, quindi un bene, quindi non tassabile, il dipendente non perderebbe niente.

Quali servizi sono stati offerti

I beni e i servizi che potranno essere scelti dai dipendenti della municipalizzata appartengono ad un ventaglio molto ampio e si dividono in tre categorie.

La prima appartiene ai pacchetti offerti dalla “WelfareMeet”, un’iniziativa appartenente a Confindustria Vicenza, studiata appositamente per queste politiche di welfare aziendale. Sono offerte che spaziano dai biglietti per il cinema alle prestazioni sanitarie, o ancora palestre e buoni carburante.

Nella seconda categoria troviamo i rimborsi, che si possono richiedere per il trasporto pubblico scolastico o l’assistenza agli anziani, mentre la terza categoria riguarda la previdenza complementare.

Un numero di servizi molto ampio, quindi, ma soprattutto defiscalizzati. Se, infatti, un dipendente dovesse ricevere un premio di 2.000 euro lordi, scegliendo di convertire l’importo in servizi welfare questi diventerebbero netti, mentre se scegliesse il premio in denaro, come abbiamo visto nell’esempio precedente, questo sarebbe sottoposto alle imposte a seconda del proprio scaglione di reddito.

Benefici del welfare aziendale

Di welfare aziendale se ne parla da alcuni anni, ma solo negli ultimi tempi, grazie alla Legge di stabilità 2016 e 2017, in Italia si può parlare di vera svolta, sia per le grandi aziende, sia per le PMI (piccole e medie aziende).

L’intento è quello di mettersi in pari con il resto dell’Europa e, benché ancora tanto si possa fare, possiamo affermare con certezza che siamo sulla buona strada.

I benefici del welfare aziendale sono indiscutibili e sia le organizzazioni sindacali, sia i dipendenti, sia le stesse aziende stanno capendo quanto davvero questo metodo possa essere fruttuoso per tutti.

L’aspetto fiscale è senza dubbio quello predominante, uno sgravio sia per le aziende che per i dipendenti, un guadagno economico non indifferente che le aziende possono reinvestire per creare ulteriore ricchezza. I dipendenti, dal canto loro, usufruiscono di una serie di servizi utili che non ricadono più sul portafoglio, ma che possono scegliere tranquillamente a seconda delle rispettive esigenze.

I servizi scolastici sono sicuramente tra i più gettonati, perché la famiglia è prioritaria per ognuno di noi e la crescita dei figli lo è ancora di più. Seguono i servizi sanitari, altro aspetto fondamentale per ognuno di noi e sappiamo perfettamente quanto la salute possa essere costosa, dato che sempre più siamo costretti a fare ricorso alla sanità privata, viste le gravissime carenze di quella pubblica.

Aspetto da non sottovalutare sono anche le vacanze, sì perché è possibile convertire una parte del proprio premio di produzione prenotando i pacchetti vacanze per sé e per la famiglia, risparmiando anche qui una quantità di denaro notevole che, diversamente, ndrebbe a gravare sul budget familiare.

In quest’ottica si stanno ampiamente diffondendo i voucher, una sorta di buono spesa da utilizzare nei circuiti affiliati.

I soggiorni di Salabam, non il classico cofanetto

vacanzaIn tema di voucher e di soggiorni viaggio, Salabam è ormai un punto di riferimento. Infatti, grazie all’intuito di Marco Mazza, il concetto di cofanetto è stato ampiamente superato. Il dipendente, grazie agli accordi con diversi tra i più grossi provider, può avere subito il suo voucher e sependerlo in un soggiorno Salabam, prenoti oggi e domani sei già in viaggio.

Ci sono oltre 400 mila strutture che possono soddisfare ogni richiesta, viaggi in tutto il mondo. Il Datore di lavoro determina la cifra da mettere a disposizione, il dipendente sceglie quando, dove e con chi partire. Un viaggio modulabile per una vacanza rigenerante o per una pausa culturale.

Ulteriori vantaggi del welfare

Ma quindi qual è il fine ultimo delle politiche welfare? Va bene l’aspetto fiscale, un vantaggio certo, ma perché queste politiche hanno tanto successo in Europa, specialmente al nord, e perché anche qui in Italia si assiste quasi ad una corsa al welfare da parte delle aziende?

La risposta è più semplice di quel che si creda. Dare maggiore importanza al dipendente, farlo sentire appartenente davvero all’azienda per cui lavora, a dare credito al lavoro svolto durante tutto l’anno.

I vantaggi fiscali sono solo una sorta di incentivo, affinché le aziende si rendano davvero conto della centralità del ruolo dei loro lavoratori e della loro importanza.

Un dipendente soddisfatto e gratificato rende molto più di chi va al lavoro forzatamente senza che gli venga riconosciuto lo sforzo espresso durante un anno intero. Un dipendente che percepisce la fiducia e la riconoscenza del proprio datore di lavoro, si sente parte del progetto, si sente importante e contribuisce in modo attivo alla crescita e alle vicissitudini dell’azienda in cui lavora.

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