Agenzia entrate e welfare aziendale, la circolare chiarisce tutto

Sulla Legge di Bilancio 2017 e 2018 i dubbi erano ancora tanti. Ad elargire nuove spiegazioni e indicazioni però arriva, più o meno prontamente, la circolare 5/E dell’Agenzia delle Entrate. La nuova circolare, infatti, arriva in un momento in cui il welfare aziendale sta iniziando a diffondersi in modo considerevole nel nostro Paese, anche se molto lentamente rispetto ai Paesi e dell’UE e degli Stati Uniti. Vengono quindi sciolti diversi dubbi e chiariti alcuni punti inerenti la detassazione che riguarda i premi di risultato e il welfare aziendale. Finalmente Agenzia Entrate e welfare aziendale non sono più termini in conflitto, cerchiamo di capire meglio.

Agenzia entrate e welfare aziendale, come vengono chiariti i dubbi

I dubbi sulla detassazione con imposta sostitutiva al 10% dei premi di produttività erano ancora tanti. Il rischio, in questi casi, è di applicare la normativa in modo errato, o con eccesso di zelo o in maniera troppo elastica, creando una serie di differenze da azienda ad azienda. Per ovviare a questa possibilità, quindi, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una nuova circolare il 29 marzo del 2018.

In questa circolare l’Ente fornisce una serie di delucidazioni sull’argomento della tassazione agevolata, ovvero quella con imposta sostitutiva pari al 10% da applicare ai premi di produttività e a tutte quelle somme erogate dall’azienda sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa a favore di tutti i lavoratori del settore del privato aventi un reddito da lavoratore dipendente.

Premi di produttività, come vengono detassati

Per entrare meglio nel vivo del discorso occorre ricordare, in seguito alla Legge di Bilancio, come vengono detassati i premi di produttività introdotti anche nel nostro Paese grazie alle nuove politiche di welfare delle aziende.

Ebbene, la Legge di Bilancio aveva esteso la detassazione che era già stata prevista dalla manovra del 2016 per i cosiddetti premi di risultato, cioè premi che venivano corrisposti in base agli obiettivi raggiunti dall’azienda per quanto concerne la produttività, reddittività, qualità, innovazione ed efficienza oltre, naturalmente, agli incentivi erogati come partecipazioni egli utili dell’impresa stessa.

In tutti questi casi con la manovra dello scorso anno si è potuto:

  • Innalzare il limite di reddito dei lavoratori dipendenti destinati a beneficiare dell’agevolazione e che passa quindi da 50 mila a 80 mila euro annui;
  • Incrementare fino a 3 mila euro gli importi dei premi che possono godere della tassazione agevolata, mentre prima erano fissati a 2 mila. In caso di premio erogato da quelle aziende che utilizzano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori, si è passati da 2.500 euro a 4 mila.

Cosa chiarisce la circolare 5/ E

Con la circolare del 29 marzo l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il coinvolgimento dei lavoratori paritetici deve essere formalizzato a livello aziendale mediante un Piano di Innovazione appositamente redatto e deve quindi realizzarsi attraverso degli schemi organizzativi che consentono di coinvolgere direttamente e attivamente i lavoratori in quelli che sono i processi di miglioramento e pertanto di innovazione delle prestazioni dell’azienda medesima, e che dunque vanno a incrementare la produttività, l’efficienza e a migliorare anche la qualità del lavoro e della vita dei dipendenti.

detassazioneUn’altra cosa che chiarisce la circolare è che il premio di risultato che deve essere assoggettato all’imposta sostitutiva si deve necessariamente riferire al periodo d’imposta, dunque va calcolato tenendo conto di tutti i premi che sono stati percepiti durante l’anno dal dipendente, sia che si tratti di regali aziendali quali benefit detassati, sia sotto forma di partecipazione agli utili, anche se sono stati erogati con diversi contratti o da diversi datori di lavoro.

Viene anche esplicitato che le somme erogate o rimborsate per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico, sia locale che regionale che interregionale, non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore dipendente. Non concorre anche nel caso in cui l’abbonamento sia destinato a un familiare del dipendente, a patto che però risulti fisicamente a suo carico.

Tuttavia, condizione necessaria per non far parte del reddito del lavoratore, è che l’abbonamento al trasporto pubblico sia un benefit offerto alla generalità dei lavoratori, se viene offerto solo ad alcuni, allora viene incluso nel reddito del dipendente.

Il regime fiscale agevolato, sempre secondo il chiarimento della circolare, viene riconosciuto sia che il benefit venga erogato per contratto, sia per volontà del datore di lavoro, sia in base ad accordi aziendali.

Ancora, la circolare spiega come l’imposta agevolata sia applicata anche ai premi di produttività differenziati, quindi graduato in base alla retribuzione annua lorda dei lavoratori dipendenti o in base all’appartenenza a un determinato settore aziendale o in base ai giorni d’assenza che sono stati registrati durante il periodo di maturazione del premio, eccezion fatta per il congedo di maternità che va comunque considerato come da legge ai fini della determinazione dei premi di produttività.

Altro punto chiarito molto bene dalla circolare è il “periodo congruo”, ovvero quel periodo che viene considerato valido per la maturazione del premio di produttività, periodo individuato dal contratto ed entro il quale il risultato ipotizzato deve essere raggiunto. La durata di questo periodo congruo dipende da quanto stabilito in precedenza sul contratto, ma può essere infrannuale, annuale ecc. l’importante è che si tratti di un periodo di tempo misurabile.

Tra i benefit più graditi c’è Salabam

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Scegli Salabam, le emozioni non sono tassabili